GOMMO'
Una breve ma ripida escursione a piedi ci conduce ad un minuscolo villaggio nascosto in una grande grotta nella falesia, neppure segnato sulle carte. Là il grande sacerdote ci ha fatto entrare nella sua abitazione, mezza casa e mezza caverna, con un tempio dai cui muri sporgono crani di animali, oggetti rituali e statue lignee che portano tracce di sacrifici. I primi abitanti della zona furono i Tellem, rifugiati nella falesia per sfuggire alle scorribande delle tribù guerriere della piana. Inizialmente i Tellem si insediarono nelle cavità naturali presenti nella roccia viva, quindi svilupparono l'uso del banco (fango impastato con paglia) per costruire case e granai a forma di cono tronco, tuttora incastonati nelle cavità della scarpata, sfidando le comuni regole gravitazionali. Un paesaggio dai colori della terra, che ti lascia senza fiato, nel quale le linee dritte delle case si alternano a quelle sinuose delle grotte. Tali costruzioni mirabilmente conservate, sono irraggiungibili se non utilizzando delle corde, calate dalla sommità della falesia. Per la loro collocazione e posizione, esse sono ancora usate come tombe dai Dogon, è proprio a una di quelle abitazioni-tombe che ho avuto accesso, cosa rarissima per chiunque. Tutto è nato dall’acquisto di una delle loro divinità, ceduta in virtù di una qualche empatia con il Capo Villaggio. Avere avuto questo privilegio è stata una delle esperienze più incredibili della mia vita, mi ha regalato emozioni uniche e ancora oggi ricordo con trasporto il loro "Villaggio degli Spiriti".


GOMMO'
A short but steep hike leads us to a tiny village hidden in a large cave in the cliff, not even marked on maps. There the shaman made us into his home, half house and half cave, a temple whose walls were full of animal skulls, ritual objects and statues that bear traces of sacrifices. The first inhabitants of the area were the Tellem, who took refuge in the cliff to escape the raids of the warlike tribes of the plain. Tellem initially settled in natural cavities in the rock, then developed the use of a mix of mud and straw to build houses and barns in the shape of a trunk cone, which are still embedded in the cavity of the escarpment, challenging the common rules of gravity. A landscape with the colors of the earth, that leaves you breathless, in which the straight lines of houses alternate with the sinuous ones of caves. These buildings are admirably preserved and unattainable unless using ropes, cast from the top of the cliff. Because of their presence and position, they are still used as tombs by the Dogon, and it was in one of those homes-graves that I had access, which is very rare for anyone. It all started from the purchase of a statue of one of their gods, sold under some empathy with the Village Chief. Having had this privilege was one of the most amazing experiences of my life. It gave me unique emotions and I still remember with enthusiasm their "Village of the Spirits."